I Primi della “Tradizione”

Paccheri  con Ragù morbido Napoletano alle tre Carni cotto a fuoco lento per 8 ore € 12.00
L’oro di Napoli, nel quale si legge “il cielo di Napoli presiede anche in  altri modi alle sorti del ragù, perché il ragù non si cuoce, ma si consegue, non è una salsa, ma la storia e il romanzo  e il poema di una salsa...Dal momento in cui il tegame viene posto  sul fornello e la cucchiaiata di  strutto dubita, si commuove e slitta  cominciando a fondersi, fino al momento  in cui il ragù è veramente  pronto, tutto può succedere e può  non succedere a danno o a vantaggio  di questa laboriosissima salsa che   impegna  chi la prepara come un quadro impegna il pittore”.

Ziti  alla Genovese € 12.00
(Ragù Bianco) 
E'una salsa ottenuta dalla cottura lentissima di cipolle e carne dal colore marroncino denso
Ricetta di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino Ricettario "Cucina teorico pratica " del 1838

Ravioli “Lazzarella” € 13.00
Con Ricotta di Bufala e Spinaci  fatti a mano con  Salsa ai Fiori di Zucca, Zafferano e Parmigiano. Giovanni Boccaccio nel Decameron("...niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli...")

Pignatiello di Gnocchi di Patate “Alla Sorrentina” € 13.00 
Con Mozzarella di Bufala, Provola, Fiordilatte, Passata di Pomodoro e Pepe, passati in Forno a Legna.
Hanno origini molto antiche, che risalgono al XVI secolo, periodo in cui ebbe inizio l’importazione delle patate dall’America. Ai Sorrentini si deve l’invenzione di questa gustosa ricetta. 
La Bandiera Italiana in un unico piatto.

Tonnarelli alla "Carbonara" ricetta di Romeo Castelli € 12.00
Con vero Guanciale d'Amatrice, Uova, Pecorino Romano e Pepe nero.                                                      
Nasce appena finita la guerra, con l'arrivo degli americani in Italia e la conseguente ampia disponibilità di bacon e uova, che stimolò la naturale unione degli ingredienti alla pasta. 

Napoli Sempre € 9.00
Spaghetti di Gragnano ai tre Pomodori Campani
 Nei vicoli di Napoli sino alla fine del XIX secolo, gli spaghetti venivano  mangiati con le mani. C'è da dire  che le comuni forchette allora in uso, avevano solo tre rebbi. Fu quindi per volontà di Ferdinando II di Borbone e grazie all'ingegno del ciambellano di corte Gennaro Spadaccini che il problema fu risolto introducendo un quarto rebbio e riducendo le dimensioni dei forchettoni allora in uso, risolvendo in tal modo il problema dei maccheroni a corte..